Le nuove normative, ed ancor più le auspicabili riforme in cantiere normativo, sembrano allargare le possibilità di vendita di prodotti extra editoriali nella superficie di vendita delle edicole.
di Paolo Nicoletti / 12 / 2019 Incredibile ma vero: nel giro di pochi mesi per il settore delle edicole ci sono state novità rilevanti. La possibilità ora ed ancor più nel futuro di diventare un vero e proprio centro-servizi per i cittadini ed i quartieri, insieme al rafforzamento ed ampliamento delle facoltà di vendita dei prodotti extraeditoriali, compresi i prodotti alimentari, entro il 40% della superficie di vendita. Abbiamo avuto anni ed anni di crisi nel settore dell’editoria e dell’informazione e quindi delle edicole (compreso il 2019) con una continua e prolungata strage di edicole chiuse o in procinto di chiusura, circostanze di fatto di una tendenza quasi inarrestabile. Nel 2001 le edicole erano circa 36.000, mentre nel 2019 sono scese a circa 15.000. Ma ora per la prima volta sembrano arrivare speranze di sogni ormai dimenticati: le autorità governative e locali insieme agli organi legislativi e normativi statali e regionali si stanno di nuovo occupando delle edicole.

Il Governo Italiano.

Come diceva Kennedy nel suo discorso di insediamento, “non chiedete che cosa il vostro paese può fare per voi , chiedete che cosa potete fare voi per il vostro paese“: e quindi l’autore del pezzo non sta a polemizzare sul pluridecennale scaricabarile tra editori e giornalisti e poligrafici e librerie e mass-media vari ed altri operatori del settore per accaparrarsi tutte le risorse e contributi disponibili a scapito della categoria degli edicolanti . Finalmente, la situazione degli edicolanti sembra aver toccato il cuore di politici ed amministratori nonché rappresentanti degli organi legislativi statali e regionali. Nel giro di pochi mesi abbiamo visto realizzarsi novità che sembravano ormai disperate e prospettive future che sembravano impossibili. Già alla fine di maggio, con gli incontri promossi dal governo e conosciuti come Stati Generali dell’Informazione, i principali organi pubblici e privati (nonché sindacali e di categoria) hanno finalmente reso pubbliche e ben divulgate le note ed immense difficoltà dell’intero settore dell’informazione e dell’editoria, ed in particolare durante l’incontro pubblico “Il futuro delle edicole, le edicole del futuro” è stata finalmente sottolineata la grande importanza delle edicole e la insostituibilità come luoghi di informazione, punti di servizio e presidio del territorio. Finalmente ci si è resi conto una volta di più che il 75% dei giornali e dei prodotti editoriali si vende in edicola. Tale positivo approccio ha avuto per fortuna un seguito anche con il successivo ed attuale (all’epoca di chi scrive) Governo , il cui Sottosegretario con delega all’editoria Andrea Martella si sta facendo promotore della ormai vicina riforma conosciuta come “Editoria 5.0“, incentrata su (parole dello stesso Martella) “nuove e differenziate forme di sostegno di tutti i soggetti che partecipano alla filiera editoriale“, compresa la rete di vendita delle edicole definita dal Sottosegretario Martella come un “presidio territoriale essenziale per la qualità della democrazia“ nonché “un punto di riferimento per la vita sociale“.

Il Comune di Roma

A Roma, l’attuale sindaco/a Virginia Raggi ha tenuto poco prima del Natale 2019 una conferenza stampa in Campidoglio, in cui ha illustrato le auspicabili realizzazioni di una Convenzione tra il Comune di Roma ed i rappresentanti del settore delle edicole (convenzione in parte già recepita con apposita deliberazione di Giunta Municipale). I cittadini potranno ora richiedere certificati anagrafici nelle edicole di Roma, almeno in quelle che hanno aderito al servizio, ossia un centinaio circa sparse in tutte le circoscrizioni (73 hanno avuto l’idoneità al servizio, mentre per altre 27 è in corso un particolare procedimento di autorizzazione). Quando la riforma sarà entrata a regime, i cittadini potranno richiedere direttamente in edicola diversi certificati tra cui quelli di matrimonio, residenza, nascita, stato di famiglia ed altri ancora (al costo dell’imposta di bollo ove necessaria più un euro e cinquanta centesimi all’edicolante).

La legge regionale del Lazio sul commercio. Servizi e prodotti extraeditoriali nelle edicole.

E la Regione Lazio, con la Riforma del commercio entrata in vigore l’8 novembre 2019, si è fatta promotrice di significativi ampliamenti ed incentivazioni per quanto riguarda i prodotti ed i servizi che è e sarà possibile trovare nelle edicole. Si è infatti deciso di incoraggiare la vendita nelle edicole di alimenti confezionati, nel pieno rispetto delle norme vigenti ed escludendo per ora alcune tipologie di prodotti, come il latte e gli alcolici. Un nuovo via libera, quindi, agli alimenti confezionati e ad altri prodotti extra editoriali, nonché ad altri utili e svariati servizi, come stabilisce l’art. 68 dell’attuale Testo Unico del Commercio della Regione Lazio: le edicole “possono destinare una parte della superficie di vendita in misura non superiore al 40%, alla vendita di qualsiasi altro prodotto…”, possono svolgere ”qualsivoglia attività di servizio a favore di soggetti privati e pubblici…”, e possono anche “esporre pubblicità propria o di terzi …”. Per la vendita di pastigliaggi confezionati e di bevande preconfezionate e preimbottigliate (esclusi latte e derivati , alcolici e superalcolici) non si richiedono requisiti od esperienze professionali o corsi abilitanti. E tuttavia i nuovi orientamenti legislativi e l’accresciuta percezione e consapevolezza dell’importanza delle edicole potranno condurre a sbocchi di sicuro interesse anche per i prodotti ora non consentiti, accrescendo ad esempio le potenzialità per la realizzazione di eventi di turismo enogastronomico con conseguente presentazione di prodotti alimentari ed auspicabili degustazioni di ogni tipo con piccole tavole rotonde volanti e l’intervento ed il lancio di testate e comunicati di stampa del settore.
Per approfondimenti ed ulteriori notizie:
https://initalia.virgilio.it/vendita-cibo-edicole-roma-lazio-32842 con concisa esposizione di alcuni prodotti extra-editoriali che si possono vendere in edicola https://www.primaonline.it/2019/11/26/297971/editoria-2019-anno-nero-per-le-vendite-dei-giornali-fenagi-ricavi-10-mai-cosi-male-negli-ultimi-5-anni-rete-delle-edicole-a-rischio/ , con aggiornamenti sulle vendite di quotidiani nel 2019 e la situazione delle edicole http://www.lsdi.it/2019/il-futuro-delle-edicole-le-edicole-del-futuro/ , con enunciazione di tematiche e problemi di settore , come la definizione Treccani di edicola , le statistiche sui comportamenti di lettura , i punti di vista di svariati rappresentanti di categoria , proiezioni e pronostici sul futuro delle edicole etc.etc. https://www.gamberorosso.it/notizie/cibo-nelle-edicole-in-vendita-nei-chioschi-del-lazio/ , che partendo dall’esperimento del maggio 2017 conosciuto come FOODICOLA , viene brevemente enunciata la parte della recente riforma del Commercio della Regione Lazio riguardante le edicole ed i prodotti extra editoriali http://www.milanotoday.it/eventi/edicole-cibo.html sull’iniziativa del 2017 di FOODICOLA, emblematica di come le edicole possano farsi promotrici di eventi enogastronomici e di altri importanti a 360°, come in fattispecie la presentazione del free press https://iltuogiornale.it/ http://www.consiglio.regione.lazio.it/consiglio-regionale/?vw=leggiregionalidettaglio&id=9373&sv=vigente con il testo unico della Riforma del Commercio della Regione Lazio https://www.agi.it/cronaca/edicole_vendita_cibo_certificati-6652892/news/2019-12-01/ , sito dell’AGI , in cui viene illustrata concisamente la possibilità (per le edicole laziali) di vendita, dal novembre 2019, di nuovi servizi e prodotti insieme a quotidiani e periodici ed altri prodotti editoriali https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/giornali-scompariranno-perche-rsquo-non-ci-sara-rsquo-piu-rsquo-221441.htm , che offre una vivace rassegna di alcune caratteristiche edicole di Roma e di come propongano personali e nuove soluzioni per proiettare nel futuro il lavoro delle edicole; dello stesso tenore, anche https://www.romabpa.it/iprogetti/innova-bene/edicola-attiva/ nonché http://www.abbanews.eu/educazione-lavori-e-ricerca/ledicola-ritrovata/ https://www.nonsprecare.it/salvare-le-edicole , in cui tra l’altro si fa riferimento ai giornalai ed edicolanti parigini e francesi, che si sono talvolta trasformati in veri e propri addetti ai servizi più svariati ed utili per i quartieri di riferimento, rendendosi promotori ad esempio anche di centri di inserzioni per i privati e le aziende ed anche per le amministrazioni comunali e pubbliche http://www.comune.nichelino.to.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2012:edicole-e-tabaccai-vendita-di-pastigliaggi&catid=95&Itemid=573 per la nozione di “ pastigliaggi “ e sue analogie http://www.ausl.fe.it/azienda/dipartimenti/sanita-pubblica/servizio-igiene-alimenti/tabaccherie per la nozione di “pastigliaggi vari“ http://wiki.mi.camcom.it/images/e/ee/Edicole.pdf con rassegna di normativa su vari argomenti, come la superficie di vendita https://www.bombagiu.it/enoturismo-e-degustazioni-enogastronomiche/ sulle prospettive del turismo enogastronomico per altri articoli dello stesso autore https://www.facebook.com/paolo.nicoletti.7568      

Il nostro obiettivo è nel rendere l’edicola il luogo di aggregazione culturale per il quartiere e il territorio nazionale

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